Ottobre 2026

 

Riferimenti Normativi  

Livello Europeo: La fonte è la Direttiva (UE) 2024/825 (nota come Empowering Consumers Directive), pubblicata all’inizio del 2024 per modificare le direttive sulle pratiche commerciali sleali e sui diritti dei consumatori. 

Livello Italiano: Il recepimento è avvenuto tramite il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, che ha aggiornato direttamente gli articoli del Codice del Consumo (in particolare ampliando le fattispecie di pratiche ingannevoli dell’Articolo 21 e la “blacklist” delle pratiche vietate a prescindere).  

 

Campo di applicazione 

La normativa si applica a tutti i professionisti e le imprese (B2C) che promuovono, vendono o distribuiscono beni e servizi ai consumatori finali sul territorio italiano ed europeo.  

ATTENZIONE: Formalmente, la normativa è pensata per i rapporti B2C (Business-to-Consumer) e per tutelare i consumatori, ma le aziende B2B non sono affatto esenti dal rischio: 

  • Propagazione dei dati lungo la filiera: Un’azienda B2B fornisce a un cliente B2C dati, schede tecniche, certificazioni o componenti che il cliente utilizzerà nella propria comunicazione al pubblico. Se questi dati non sono verificabili, la responsabilità e il rischio legale si trasferiscono a catena. 
  • Comunicazione diretta al pubblico: Se un operatore B2B comunica claim ambientali direttamente al pubblico, a investitori (in determinati contesti) o tramite cataloghi e offerte commerciali, ricade sotto i controlli. 
  • Concorrenza sleale e pubblicità ingannevole: Nei rapporti tra professionisti, un claim “green” falso o non dimostrato all’interno di un’offerta B2B può essere contestato davanti ai giudici come atto di concorrenza sleale o pubblicità ingannevole B2B.  

 

Termini di Applicazione 

Le nuove regole e il relativo apparato sanzionatorio sono diventati pienamente applicabili e operativi dal 27 settembre 2026. Da questa data le aziende non possono più beneficiare di periodi di tolleranza per lo smaltimento di scorte di packaging non conformi.  

 

Principali Novità della Normativa 

La riforma introduce severi paletti alla comunicazione commerciale e stringenti obblighi informativi:  

Stop ai claim ambientali generici: è vietato l’uso di slogan come “eco”, “green”, “sostenibile”, “amico dell’ambiente” ecc. se non sono supportati da un’eccellenza ambientale riconosciuta e pertinente (es. certificazioni ufficiali come Ecolabel UE o sistemi equivalenti ISO 14024). 

Messa al bando delle dichiarazioni di neutralità carbonica ingannevoli: È espressamente vietato dichiarare che un prodotto ha un impatto “ridotto”, “neutro” o “positivo” in termini di emissioni di gas serra se tale affermazione si basa esclusivamente sulla mera compensazione dei crediti di carbonio (off setting) anziché su una riduzione reale delle emissioni dell’azienda. 

Regole severe sulle promesse ambientali future: Slogan legati a obiettivi futuri (es. “saremo a zero emissioni entro il 2035”) sono considerati ingannevoli se l’azienda non ha un piano di attuazione dettagliato, realistico e misurabile, supportato da risorse economiche stanziate e sottoposto a verifiche periodiche da parte di un terzo indipendente. 

Certificazioni e marchi regolamentati: È vietato esibire marchi o bollini di sostenibilità creati autonomamente o non basati su un sistema di certificazione aperto, trasparente e verificato da autorità pubbliche o enti accreditati. 

Durabilità e Riparabilità: Vengono introdotte sanzioni contro l’obsolescenza precoce non dichiarata e l’omissione di informazioni sulla disponibilità di pezzi di ricambio o opzioni di riparazione al momento dell’acquisto.  

 

FOCUS apparati digitali: 

Trasparenza sugli aggiornamenti e obsolescenza software: La normativa vieta espressamente di nascondere o omettere informazioni sugli effetti negativi che un aggiornamento software potrebbe avere sul dispositivo (es. rallentamenti, riduzione della durata della batteria). È vietato presentare gli aggiornamenti come obbligatori se servono solo a implementare nuove funzionalità senza essere necessari per la sicurezza o la conformità del prodotto. 

Informazioni sulla durabilità e compatibilità: I produttori e i venditori devono informare chiaramente il consumatore sulla durata minima garantita del supporto software e sulla disponibilità degli aggiornamenti di sicurezza. Inoltre, è vietato indurre il consumatore a sostituire i materiali di consumo (es. cartucce delle stampanti o i componenti hardware) prima di quanto sia realmente necessario per motivi tecnici. 

Claim ecologici sui servizi digitali: Anche la comunicazione sull’impatto ambientale di cloud, streaming e infrastrutture IT è regolamentata: slogan che definiscono software o servizi digitali come “a impatto zero” o “green” devono essere supportati da misurazioni oggettive dei consumi energetici dei data center e non solo da compensazioni finanziarie. 

 

Sanzioni Previste 

La vigilanza e l’applicazione delle sanzioni sono affidate all’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). Le sanzioni amministrative e pecuniarie previste dal Codice del Consumo per pratiche commerciali scorrette arrivano fino a 10 milioni di euro. In caso di infrazioni transfrontaliere diffuse a livello UE, la sanzione può raggiungere il 4% del fatturato annuo dell’impresa.  

 

Come adeguarsi alla normativa 

La nostra consulenza si propone di seguirvi in tutto il percorso di adeguamento alla normativa seguendo vari step: 

  1. Audit: Controllo e revisione di etichette, pubblicità, siti web  
  1. Dossier tecnici: Raccolta di documentazione tecnica a supporto di quanto si dichiara (es. LCA, Carbon Footprint ecc.) 
  1. Certificazioni di terze parti: iniziare un percorso di sostituzione delle autocertificazioni e dei marchi interni a favore di schemi di certificazione ufficiali e riconosciuti pubblicamente 
  1. Piano di Transizione: Se si comunicano target futuri di sostenibilità, redazione di un piano industriale formale con obiettivi intermedi verificati da un ente terzo indipendente 
  1. Monitoraggio e strutturazione del sistema: impostazione di audit annuali e regolamenti interni che devono essere integrati nel sistema di gestione dell’azienda 

 

 

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