Marzo 2026

 

L’adozione dell’Intelligenza Artificiale ha superato il confine della semplice innovazione: oggi l’IA è diventata uno strumento indispensabile per la competitività e l’efficienza operativa. Tuttavia, proprio a causa della sua natura pervasiva e del suo impatto profondo, è un ambito sempre più regolamentato e soggetto a una vigilanza normativa crescente.  

Per le aziende, muoversi in questo scenario significa saper bilanciare l’urgenza tecnologica con la necessità di una governance solida, confrontandosi con standard internazionali che, pur essendo complementari, assolvono a funzioni diverse. 

Capire come interagiscono la ISO/IEC 42001 e gli schemi di supporto come la 23894, la 38507 e la 42005 è il primo passo per costruire un ecosistema digitale sicuro e credibile. 

 

Il Pilastro Certificabile: ISO/IEC 42001 

La ISO/IEC 42001:2023 è l’unico standard della famiglia concepito come un Management System Standard (MSS).
A differenza delle altre linee guida, la 42001 stabilisce requisiti strutturali: non si limita a suggerire “cosa fare”, ma impone di implementare un vero e proprio Sistema di Gestione dell’IA (AIMS). È il binario su cui corrono tutti gli altri standard e, soprattutto, è l’unica norma che permette a un’organizzazione di ottenere una certificazione ufficiale da parte di un ente terzo, dimostrando al mercato la propria affidabilità. 

La Governance e la Strategia: ISO/IEC 38507 e 42005 

Se la 42001 gestisce l’operatività, la ISO/IEC 38507 guarda alla Governance, rivolgendosi direttamente al top management e ai board direttivi. La sua affinità con la 42001 è stretta, ma il focus è diverso: la 38507 fornisce le linee guida per la governance, aiutando i leader a porsi le domande giuste sull’impatto organizzativo e sulla responsabilità legale. 

In questo solco si inserisce la ISO/IEC 42005, che funge da bussola per la gestione dell’impatto sui portatori di interesse. Mentre la 42001 richiede che l’IA sia etica, la 42005 offre il metodo pratico per monitorare e rendicontare come i sistemi IA influenzino individui e società, integrandosi perfettamente nei report di sostenibilità (come gli ESRS e i VSME). 

 

La Gestione del Rischio: ISO/IEC 23894 

Non esiste compliance senza una rigorosa analisi del rischio. La ISO/IEC 23894 è l’estensione tecnica della più nota ISO 31000, declinata specificamente per le incertezze dell’IA.
La differenza fondamentale qui è il livello di dettaglio: se la 42001 dice “devi gestire i rischi”, la 23894 spiega come identificarli, analizzando variabili specifiche come l’opacità degli algoritmi (black box) o i bias dei dati. Non è una norma certificabile autonomamente, ma è lo strumento tecnico indispensabile per soddisfare i requisiti di gestione del rischio previsti dalla certificazione 42001. 

 

Affinità e Modalità di Certificazione 

L’affinità tra questi schemi risiede nella loro natura modulare. Immaginiamo la ISO/IEC 42001 come la scatola e gli altri schemi come il contenuto specialistico: 

  • Certificazione: Solo la ISO/IEC 42001 può essere certificata. Il processo prevede un audit iniziale, la verifica del sistema di gestione e sorveglianze periodiche. 
  • Integrazione: Gli altri standard (23894, 38507, 42005) agiscono come “best practices” che l’azienda adotta internamente per rendere robusto il proprio sistema e superare con successo l’audit di certificazione della 42001, che possono essere comunque auditati da enti certificatori di terza parte tramite inspection report. 

In sintesi, mentre la governance (38507) e l’impatto (42005) tracciano la rotta strategica, e la gestione del rischio (23894) fornisce le lenti per vedere i pericoli, la ISO 42001 è il contenitore normativo che sigilla l’impegno aziendale con un certificato riconosciuto a livello globale.

 

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